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- Friuli Doc
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Il blog ufficiale di Friuli DocMon, 30 Jul 2007 09:34:24 +0000http://wordpress.org/?v=2.2en
- Il Frico
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http://blog.friulidoc-vive.it/wordpress/?p=32..commentsFri, 27 Jul 2007 10:01:03 +0000fdoc04
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- La ricetta del frico, una sorta di tortino al formaggio fritto, è forse una delle più antiche della tradizione friulana: così risulta, infatti, dagli appunti del Maestro Martino “chef” del Patriarca d’Aquileia, che fu il primo a trascriverla, nel 1400 circa.
Tramandatasi nei secoli, la ricetta ha sviluppato diverse varianti a seconda della zona in cui veniva proposta: esistono il frico con le patate, con la pancetta, quello morbido e quello duro..
Si è scelto di riportare di seguito le due succulente ricette che si trovano più frequentemente sulle tavole dei friulani.
Frico croccante per 4 persone: Ingredienti: 400 gr di montasio stagionato da 16 a 18 mesi, grattugiato. Preparazione: Scaldare una pentola antiaderente, abbastanza grande da contenere il tutto, e quando questa sarà ben calda versarci dentro il formaggio grattugiato. Lasciarlo sciogliere. Con un cucchiaio schiacciare sopra il formaggio, fino a renderne la superficie omogenea e piatta. Girarlo dall’altro lato per eliminare la parte grassa. Ripete l’operazione per circa 10minuti. Modellatelo ora con una bottiglia o un oggetto simile perché prenda una forma cilindrica. Quando sarà freddo risulterà friabile e croccante.
Ricetta da Friuli via dei sapori di Walter Filiputi
Frico con le patate (morbido) per 4 persone: Ingredienti:500 gr di formaggio fresco montasio, 60gr di burro, 50 gr di cipolle, 280 gr di patate sale e pepe. Preparazione: Tagliare le patate a rondelle molto fini e grattugiare il formaggio. Far sciogliere in una padella un po’di burro e farci rosolare assieme le cipolle.
Versare nel tegame le patate che farete cuocere a fuoco lento e aggiungete sale q.b. Quando le patate saranno quasi cotte, unite al tutto il formaggio e fatelo sciogliere. Amalgamare il composto e schiacciare con un cucchiaio.
Lasciare cuocere il formaggio fino a quando diventerà croccante. Usate il coperchio della padella per scolare il grasso in eccesso e girate il frico da un lato all’altro.
Ripete l’operazione fin quando si formerà una crosta leggermente rossastra
&..8230;Ed è proprio vero! Lo diceva anche Sant’Agostino: “la simulazione dell’umiltà è peggiore della superbia”.
La superbia è intrinseca nell’uomo ed, in particolare, in coloro che sono sempre tesi alla ricerca di consensi.
Il “finto umile” è il peggiore tra gli egocentrici, perché si rende conto di essere fortemente infatuato di se stesso. Di conseguenza, conservando un barlume di lucidità, riesce a trattenersi dall’auto-pubblicizzarsi platealmente e lo fa mascherando il suo bisogno di egocentrismo. Come? Giocando la carta dell’umiltà. Il “falso modesto” ha, infatti, la tendenza a “farcire” i propri racconti di: “io, e ancora io…” ma così facendo, il suo tentativo fallisce. Il vero modesto, invece, è colui che sa dare la giusta visione di sé e non ha paura di riconoscere i propri limiti. L’umiltà è questo, riuscire a essere obiettivi su quello che si è realmente, riconoscendo i propri vizi e le proprie virtù&..8230;
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- Un diavolo gabbato…storia del ponte di Cividale
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http://blog.friulidoc-vive.it/wordpress/?p=30..commentsWed, 25 Jul 2007 12:40:19 +0000fdoc02
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- Il racconto della costruzione dell&..8217;imponente ponte che attraversa il Natisone viene tramandato, ormai da secoli, in numerose varianti, come accade quasi sempre quando le fonti sono orali. La leggenda fu, probabilmente, frutto dell&..8217;incredulità generale: infatti, ai nostri avi la costruzione di tale grandiosa opera, che avrebbe congiunto le due parti della città dominando, doveva sembrare una missione pressoché impossibile. Per molto tempo poi, nessun architetto aveva voluto assumersi una responsabilità tanto grande, soprattutto a causa delle incontrollabili piene del fiume che rendevano la progettazione e la realizzazione ancora più complesse. Si dice allora che, per ovviare a questo &..8220;inconveniente&..8221;, venne chiesto aiuto al diavolo. Il re degli inferi si dichiarò subito disponibile ma, come tributo per questo suo &..8220;generoso gesto&..8221;, chiese che gli fosse affidata l&..8217;anima di colui che per primo avesse varcato il nuovo ponte. I cittadini si riunirono per ragionare sul da farsi e dopo essersi consultati, non avendo trovato alternative, accettarono il compromesso. Lucifero, allora, si mise subito all&..8217;opera e, in una notte soltanto, portò a termine il lavoro. Il giorno seguente i cividalesi strabuzzarono gli occhi per l&..8217;incredulità: il ponte era pronto!!! Intanto, sulla sponda opposta, il baldanzoso Satana aspettava il suo compenso. Dovendo rispettare il patto e non potendo indugiare oltre, i cittadini furono costretti a scegliere un povero malcapitato perché si sacrificasse…ma quando ormai il suo destino sembrava compiuto, con sommo sbigottimento del demonio, arrivò un cane (o secondi alcuni un gatto) che, per fuggire ad alcuni bambini, varcò il ponte zampettando allegramente. Ovviamente questa non era l&..8217;anima che il diavolo aveva in mente di &..8220;catturare&..8221;, ma dovette accettare di buon grado la sconfitta e con la &..8220;coda tra le gambe&..8221; portare con se il suo compenso&..8230;
P.S. Pillola di storia: il ponte, in realtà, fu realizzato da Erardo da Villacco che, seguendo un progetto di Jacopo Dugaro, riuscì a portare a compimento le due arcate già nel 1453.
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- Lizion numar un
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http://blog.friulidoc-vive.it/wordpress/?p=28..commentsTue, 24 Jul 2007 15:24:54 +0000fdoc02
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- &..8230;per iniziare muoviamo i primi passi tra le coordinate temporali! Ci si è impegnati a portare qualche saggio esempio relativo ad ogni mese dell&..8217;anno. Sfidiamo chiunque a suggerirne di nuovi!
Mesi
Mês
Modi di dire
Gennaio
Zenâr
Diu al vuardi di bon zenâr par podê jemplâ il granâr
Dio ci assicuri un buon gennaio se si vuole riempire il granaio
Febbraio
Fevrâr
A san Valantin al cjante l&..8217;odulin
Il 14 febbraio (festa di San Valentino) canta l&..8217;allodola
Marzo
Març
Març al mene la code pal bearç
Marzo è pazzerello
Aprile
Avrîl
Mandâ in Avrîl un
Fare il pesce d&..8217;aprile a qualcuno
Maggio
Mai
Cuant ti paino? Il trentedoi di Mai!
Quando ti pagano? Il 32 maggio (cioè mai)!
Giugno
Jugn
A San Pieri le blave e tapone il puieri
Il giorno di S. Pietro (29 giugno) il grano turco arriva all&..8217;altezza del puledro
Luglio
Lui
A lui grande çjaldure, a genâr grande fredure
A Luglio gran calura, a Gennaio gran freddura
Agosto
Avost
Le prime ploie di Avost e rinfresçjê il bosc
La prima pioggia d&..8217;agosto rinfresca il bosco
Settembre
Setembar
A Setembar e a Avost, bêf il vin vecjo e lasse stâ il most
Di settembre e d&..8217;agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto
Ottobre
Otubar
A Otubar il vin al ê tes botis
A ottobre il vino è nelle botti
Novembre
Novembar
Novembar glaçât, mandi al semenât
Novembre ghiacciato, addio al seminato
Dicembre
Decembar
A Nadâl un pît di giâl, a prin da l&..8217;an un pît di cjan e Pifanie un pît di strie
Il dì a Natale è lungo come un piede di gallo, al primo dell&..8217;anno come un piede di cane e all&..8217;Epifania è lungo come un piede di strega
In collaborazione con Società Filologica Friulana.
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- I Cjarsons
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http://blog.friulidoc-vive.it/wordpress/?p=27..commentsFri, 20 Jul 2007 12:10:22 +0000fdoc02
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- Tra i piatti più conosciuti ed apprezzati della cucina friulana ci sono i cjarsons, le cui origini sembrano risalire, addirittura, al Medioevo! Queste gustose &..8220;mezze lune&..8221; mescolano sapori dolci e salati, che si rinnovano di volta in volta seguendo ricette diverse e personalizzate. Una volta, infatti, questo piatto era considerato una leccornia delle festività e la ricetta veniva gelosamente custodita dal capo famiglia, che di solito ne acquistava gli ingredienti e li preparava. La tradizione vuole, anche, che i cjarsons siano stati il frutto di un&..8217;idea delle mogli dei cosidetti cremar, venditori ambulanti che, muniti di zaini di legno, viaggiavano nell&..8217;Italia settentrionale ed in Europa vendendo erbe coltivate nelle terre friulane, e spezie, acquistate invece sui mercati veneziani. Quando gli uomini rientravano dai loro pellegrinaggi, le mogli raccoglievano ciò che era rimasto negli zaini e lo usavano per arricchire i loro pasti e festeggiare, così, il ritorno del marito.
Non essendoci, quindi, una ricetta univoca&..8230;ne proponiamo alcune per soddisfare ogni palato&..8230;anche il più esigente!!!
Cjarsons di Cercivento (per 4 persone):
Ingredienti: 600 gr di patate, 350 gr di farina OO, 50 gr di burro, 1 ciuffo di melissa/menta e prezzemolo, 2 cucchiai di ricotta grattugiata affumicata, 1 cucchiaio di formaggio grattugiato, 1 cucchiaio di pangrattato, 1 cucchiaio di uva passa, 1 limone non trattato, 1 cipolla, 2 pizzichi di cannella, 1 chiodo di garafano, sale e pepe q.b. Preparazione: lavate le patate e fatele cuocere in abbondante acqua per circa 40 minuti, contando dall&..8217;inizio dell&..8217;ebollizione. Lavate le erbe aromatiche e tritatele; sbucciate la cipolla, tritatela e ponetela a rosolare sul fuoco in un tegamino con poco burro. Sbucciate le patate e ponetele in una capace terrina insieme alle erbe, schiacciatele con la forchetta e impastatele con le mani, unendo il formaggio grattugiato, il pangrattato, l&..8217;uvetta. la scorza grattugiata del limone, un pizzico di cannella, il chiodo di garofano e, infine, la cipolla rosolata. Preparate la pasta: ponete la farina a fontana sulla spianatoia e mescolatela con acqua caldissima fino ad ottenere un impasto omogeneo; stendete quindi una sfoglia con il mattarello e ricavatene dei dischi di circa 6 cm di diametro. Ponete in ciascuno una palottolina di ripieno e ripiegate i dischi su se stessi, premendo con le dita i bordi per sigillare bene la pasta. Fate lessare i cjarsons, pochia alla volta, in abbondante acqua bollente salata, scolateli e sistemateli su un piatto, a parte fate fondere il restante burro in un pentolino, versatelo ben caldo sui cjarsons, spolverizzate con cannella, il pepe e la ricotta affumicata grattugiata, mescolate velocemente e servita.
Cjarsons di Studena Ingredienti: Per la pasta: 1 kg di farina 00, 1/2 litro di acqua calda, 100 gr di olio di semi, 1/2 cucchiaio di sale fino.
Impastate tutti gli ingredienti rapidamente con le mani, lasciate riposare la pasta al fresco almeno mer 1/2 ora Per il ripieno: 1 kg di pere San Martino mature dalla polpa scura, 1 kg di ricotta fresca, 3 manciate di pane grattugiato, 150 gr di burro chiarificato, 100 gr di zucchero, 1 cucchiaio di cannella in polvere, sale q.b. Per il condiemento: 300 gr di burro chiarificato, 100 gr di zucchero, 2 cucchiai di cannella in polvere Preparazione: cuocete le pere al forno fino a quando risulteranno morbide, farle raffreddare. Quando saranno fredde ricavarne solo la polpa, tritarle finemente e unirvi la ricotta fresca, il pane grattugiato, il burro chiarificato, lo zucchero, la cannella ed infine il sale. Amalgamate molto bene gli ingredienti. Fate riposare il ripieno per almeno una notte in frigorifero coperto. Tirate finemente la pasta formando dei dischi del diametro desiderato, mettevi il ripieno al centro e chiudeteli a mezzaluna e con le dita arricciate la pasta per la decorazione, Cuocete in acqua bollente salata per pochi minuti, scolate e condite con il burro fuso, lo zucchero e la cannella in polvere.